Teak Naturale: perché è sempre meno utilizzato nell’industria nautica?

Se una volta il teak naturale era un segno particolare degli yacht, oggi non è esattamente la stessa cosa. Infatti, si tratta di un materiale in disuso per due motivi principali. Da una parte, la coltivazione in piantagioni intensive ne causa una perdita di qualità e dall’altra il problema dei traffici illegali nel mondo favorisce l’illegalità di armatori e cantieri.

In un mondo in cui la sostenibilità diventa sempre più importante, anche i diportisti stanno prestando sempre più attenzione alla tematica.

Chiaramente, quando ci riferiamo alla sostenibilità entrano in gioco una serie di variabili. Fra queste, la salute umana, l’approvvigionamento, lo smaltimento, la durata e la qualità dei materiali. Infine, vi rientrano anche i costi mondiali di produzione dati dalle attrezzature usate nelle imbarcazioni.

Non dilunghiamoci e cerchiamo di chiarire meglio la questione.

Il problema delle piantagioni intensive

Ricollegandoci al punto introduttivo legato alle foreste c’è da specificare che il teak presente in commercio deriva da piantagioni sì autorizzate, ma intensive. Per farla breve, è ritenuto in larga misura rinnovabile. Tuttavia, la qualità è inferiore rispetto alla variante naturale in quanto, naturalmente, gli alberi impiegherebbero dagli 80 ai 100 per essere maturi.

Quindi, più rapidamente crescono, meno i grani saranno solidi. Di conseguenza, le originarie caratteristiche di resistenza e solidità del teak si perdono, convertendosi in un fattore di non resistenza.

Ad ogni modo, ciò non significa che il teak naturale di qualità non esista più. Purtroppo, però, è un’industria colma di dissidi etnici e sopraffazione dei diritti umani. Ma approfondiamo il tema nel prossimo paragrafo. 

Foresta di teak naturale

Teak naturale: la ricerca dell’Environmental Investigation Agency sui traffici illegali

Nel 2019, l’Environmental Investigation Agency ha portato alla luce un’indagine segreta, svolta in due anni, dell’industria del teak birmano. Da questa, sono emersi i traffici illegali e la cospirazione di Cheng Pui Chee nei confronti di alti ufficiali militari e governativi del Myanmar per commercializzare in modo fraudolento i tronchi di teak naturale.

Per cui, come dovrebbe avvenire la pratica? Innanzitutto, dopo aver raggiunto il disboscamento, il teak di qualità dovrebbe essere inviato alla Myanmar Timber Enterprise, una società statale, per essere messo all’asta. Questo, però, non accade. Infatti, i tronchi, nonostante siano di valore, vengono classificati come mediocri così che vengano gestiti illegalmente da privati, togliendo al paese e ai cittadini milioni di dollari annuali.

Nello specifico, lo studio ha rilevato che la gran parte del legame illegale del Myanmar non era stato esportato solo in Cina, India e Thailandia, ma anche in Italia e negli Stati Uniti.

In conclusione, l’inchiesta ha riassunto che il commercio di teak del Myanmar è a tutti gli effetti un’impresa illegale, generando esportazioni verso l’Europa non autorizzate dal regolamento dell’Unione Europea.

Altri tipi di legno e il legame con il mercato nero

Sfortunatamente il teak per la nautica non è l’unico legno che genera problemi di sostenibilità. Infatti, ci sono altri legni coltivati in foreste pluviali che preoccupano ambientalisti e scienziati. Ad esempio, il legno di noce di mogano, noce, palissandro ciliegio brasiliano e l’okumé.

Tra questi il legno palissandro è quello più trafficato. Resistente, robusto, dall’aroma fragrante, presenta tonalità arancioni, rosse e marroni. Generalmente, è utilizzato per fabbricare strumenti musicali e mobili di lusso, ma ultimamente anche i cantieri navali ne stanno apprezzando le qualità.

Componente in legno della barca

Quali sono i legni sostenibili alternativi al teak naturale?

In favore della sostenibilità ci sono altri legni meno conosciuti che possono essere utilizzati dai progettisti navali come l’acero, il faggio, la quercia bianca americana e il bambù.

Al di là di queste c’è un’altra alternativa, ossia il legno di recupero. Di recente, sullo M/Y la sauna di bordo è stata completamente realizzata con il legno di un castello medievale finlandese in disuso.

I motivi per cui ricorrere al legno di recupero sono tanti. 

  • Finiture atossiche a base di acqua
  • Non si rovinano con facilità
  • Facili da installare

In conclusione, tra le diverse opzioni a utilizzare a bordo ci sono il sughero naturale e la gomma, entrambi provenienti da fonti naturali e rinnovabili.

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